Cambiamenti climatici

Gli impatti dovuti ai cambiamenti climatici di responsabilità umana costituiscono una delle più importanti categorie di esternalità. Il problema dell’influenza umana sul clima è analizzato da molti anni dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), l’organismo internazionale incaricato sin dal 1988 della valutazione scientifica degli aspetti ambientali e socio-economici dei cambiamenti climatici. Sotto accusa sono i cosiddetti gas ad effetto serra generati da attività umane. A causa dei lunghi tempi di permanenza dei gas serra in atmosfera, le emissioni di gas serra sono destinate a indurre cambiamenti climatici su scala globale, con conseguenze che coinvolgeranno le generazioni a venire. Il controllo dei gas serra è diventato un impegno politico di tutti i paesi del globo, dapprima nell’ambito della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici del 1992, successivamente col Protocollo di Kyoto, approvato dalla Terza Conferenza delle Parti nel dicembre 1997 ed entrato in vigore nel gennaio del 2005. L’ambito di applicazione del protocollo di Kyoto riguarda le emissioni dei seguenti gas ad effetto serra:
  • l’anidride carbonica (CO2), ivi inclusi i maggiori assorbimenti di carbonio tramite attività forestali
  • il metano (CH4)
  • il protossido di azoto (N2O)
  • gli idrofluorocarburi (HFC)
  • i perfluorocarburi (PFC)
  • l’esafluoruro di zolfo (SF6)
La valutazione monetaria dei danni dei cambiamenti climatici è oggetto di studio non solo da parte dell’IPCC ma ovviamente da parte di istituti di ricerca di tutto il mondo. Essa presuppone l’effettuazione di numerose ipotesi di scenario e lo sviluppo/adozione di una modellistica molto complessa, in quanto l’estensione degli impatti finali dei cambiamenti climatici e la loro valutazione in termini economici dipendono da molteplici fattori, che intervengono in un orizzonte temporale previsivo dell’ordine di decine e centinaia di anni. I sentieri d’impatto che sono generalmente quantificati ai fini della valutazione delle esternalità dei gas serra sono:
  • gli effetti diretti dei cambiamenti climatici sulla salute umana (colpi di freddo e di calore, diffusione di malattie infettive come la malaria, etc.);
  • gli effetti associati alla crescita del livello medio del mare;
  • gli effetti sull’agricoltura associati alla temperatura;
  • gli effetti sulla disponibilità di risorsa idrica, con le relative ricadute sulle attività sociali ed economiche connesse al ciclo dell’acqua.
Più difficile risulta al momento valutare col metro economico attuale (basato sull’attuale disponibilità a pagare e, quindi, anche sulle disponibilità economiche e sul sistema di valori dell’attuale generazione) gli effetti sugli ecosistemi che saranno esperiti dalle generazioni future.
Va precisato che l’elevata incertezza della valutazione delle esternalità dei gas serra non può essere riferita esclusivamente alle tecniche di valutazione economica, bensì si distribuisce sull’intera procedura di ricostruzione dei sentieri d’impatto. I principali punti critici della procedura di valutazione dei gas serra riguardano la sensitività dei principali parametri climatici (in particolare la temperatura dell’atmosfera e degli oceani) alla crescita delle concentrazioni in atmosfera, la sensitività di fattori ambientali globali ai parametri climatici (ad es. sensitività della crescita del livello dei mari all’aumento di temperatura), la diversa configurazione su scala locale e/o regionale dei cambiamenti climatici e ambientali operanti su scala globale (processi di desertificazione in talune aree, processi di tropicalizzazione di aree a clima continentale), la previsione degli effetti di eventi climatici di tipo estremo (uragani, alluvioni, etc.) e le modalità di considerazione delle specificità di contesto socio-territoriale che influenzano l’entità dei danni (ad esempio la diversa capacità di adattamento e reazione degli Stati del globo agli effetti estremi). Nella fase finale di valutazione monetaria occorre essere consapevoli delle ulteriori ipotesi che è necessario effettuare ed esplicitare il più possibile i sistemi di valore adottati nella valutazione degli effetti (ad es. nella valutazione della vita umana nei paesi in via di sviluppo).

I costi esterni della CO2 non coincidono con il prezzo di mercato dei crediti di emissione. Infatti, questi ultimi non riflettono il danno netto delle emissioni di CO2, bensì il costo marginale degli operatori nell’ambito degli strumenti di flessibilità economica previsti dal protocollo.
(mercato comunitario delle emissioni, Joint Implementation, Clean Development Mechanism)

© 2006 - Andrea Molocchi