Inquinanti atmosferici a carattere locale e/o regionale

Questa categoria di esternalità comprende i sentieri d’impatto associati alle emissioni in atmosfera di quei composti chimici suscettibili di provocare effetti su scala locale e/ regionale. Le emissioni inquinanti più importanti dipendono dal tipo di settore e dalle caratteristiche della fonte di emissione. Pertanto, anche i relativi effetti differiscono a seconda dei settori e delle fonti di emissioni.

I sentieri d’impatto più studiati sono generalmente quelli che destano più preoccupazione sotto il profilo sanitario. Da questo punto di vista, la combustione dell’energia, che caratterizza i processi di numerosi settori dell’economia e della società, è stata particolarmente analizzata. I principali inquinanti associati alla combustione sono il particolato (PM), l’anidride solforosa (SO2) , gli ossidi di azoto (NOx), i composti organici volatili (COV), i microinquinanti tumorali (il benzene, l’1,3 butadiene e il benzo-a-pirene) e i metalli pesanti. Le emissioni in atmosfera di particolari processi industriali, come quelli chimici, possono assumere caratteristiche notevolmente diverse dalla combustione sotto il profilo sia qualitativo che quantitativo.

Nell’ambito delle esternalità delle emissioni inquinanti associate alla combustione, il tipo di effetti generalmente stimato è quello degli effetti sanitari, ma anche i danni all’agricoltura e ai materiali degli edifici sono stati ampiamente studiati. Di più difficile e recente quantificazione sono invece i danni agli ecosistemi (acidificazione di suoli e foreste, processi di eutrofizzazione di suoli e corpi idrici).

Per quanto concerne gli effetti sanitari dei processi di combustione, i sentieri d’impatto più importanti sono:
  • mortalità (effetto acuto ed effetto a medio-lungo termine) e morbilità da particolato (con effetti epidemiologici tanto più gravi quanto minori le dimensioni del particolato);
  • mortalità e morbilità da anidride solforosa (SO2) e solfati (formazione secondaria, a partire dalle emissioni di SO2);
  • mortalità e morbilità da nitrati (formazione secondaria, a partire dalle emissioni di NOx);
  • mortalità e morbilità tumorale dovute al particolato e specifici composti organici volatili (COV) e idrocarburi policiclici aromatici (IPA);
  • mortalità e morbilità dell’ozono troposferico (che si forma per l’effetto composto delle emissioni di NOx, COV e di altri fattori intervenienti come la temperatura).

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Ovviamente, si tratta solo di un elenco indicativo: l’elenco preciso dei sentieri d’impatto “prioritari” varia da settore a settore (in funzione delle caratteristiche del processo di combustione e dell’altezza dal suolo dell’eduttore dei fumi) e può essere composto anche da un centinaio di funzioni di esposizione-risposta.

La stima delle esternalità sanitarie associate alle emissioni inquinanti presuppone una complessa modellistica che comprende: a) un modello di dispersione e trasformazione degli inquinanti in atmosfera su scala locale e regionale; b) una selezione delle migliori stime degli effetti epidemiologici dell’esposizione umana agli inquinanti atmosferici (cosiddette “funzioni di esposizione-risposta”, che legano l’incremento delle concentrazioni cui i ricettori finali sono esposti all’impatto finale); c) un insieme ragionato e coerente di valori di danno unitario per i vari tipi di effetti sanitari considerati, ed adeguato alle caratteristiche economiche della popolazione esposta.

© 2006 - Andrea Molocchi