Le Metodologie di valutazione

La valutazione dei costi esterni è una procedura di valutazione, qualitativa e quantitativa, composta delle seguenti fasi (cfr. figura):
  • La delimitazione dell’ambito d’indagine (l’attività che è responsabile delle esternalità);
  • L’individuazione dei fattori d’impatto e dei relativi principali sentieri d’impatto
  • La ricostruzione quantitativa dei sentieri d’impatto
  • La valutazione economica degli effetti finali tramite l’applicazione di valori monetari.
Le fasi della valutazione dei costi esterni



Per sentieri d’impatto s’intendono le “catene” di effetti non economici che partono dalla causa prima (ad es. la guida di un veicolo) generando un primo effetto (il cosiddetto “fattore d’impatto”, ad esempio le emissioni di un certo inquinante provenienti da un certo veicolo, o un incidente stradale), il quale –attraverso nessi successivi di causa/effetto- genera a sua volta effetti finali di varia natura (diversi a seconda dei cosiddetti “ricettori”), suscettibili di valutazione economica. Si usa distinguere fra valutazione qualitativa dei sentieri d’impatto (fase di screening dei sentieri principali) e ricostruzione quantitativa dei sentieri d’impatto (una vera e propria modellizzazione matematica, spesso geo-referenziata).

La procedura di valutazione dei costi esterni presuppone l’approccio dei sentieri d’impatto applicato anche negli studi d’impatto ambientale (valutazione non economica), con tutte le incertezze di stima dell’effetto finale derivanti dall’accumulo dei passaggi di calcolo.

Le metodologie di valutazione economica
intervengono solo nella fase finale, di applicazione di valori monetari agli effetti finali. I valori monetari applicati per quantificare in termini economici la perdita di utilità associata a un fattore d’impatto o a un impatto finale dovrebbero riflettere la disponibilità a pagare della popolazione del contesto esaminato per evitare tali effetti, rilevata con tecniche dirette (questionario) o indirette (mercati reali) che, secondo la teoria economica, consentono di valutare la perdita di utilità individuale associata non solo a beni di mercato ma anche a beni intangibili come la vita umana e a beni pubblici come gli habitat e gli ecosistemi.

Considerata l’onerosità dell’applicazione di tali tecniche d’indagine, gli studi applicativi sono costretti in varia misura ad effettuare un trasferimento di valori – opportunamente selezionati nell’ambito di casi studio in cui tali tecniche sono state originariamente impiegate (benefit transfer approach).

Non c’è alcuna contrapposizione fra valutazione dei costi esterni e valutazione degli impatti ambientali, in quanto la prima comprende la seconda: è per così dire la sua “traduzione” nel linguaggio quantitativo economico.

© 2006 - Andrea Molocchi