valutazione delle risorse ambientali

Secondo Pearce e Turner (1991), quando i valori economici sono riferiti all’ambiente naturale emergono componenti di valore che l’economia tradizionale ha ignorato, quali il valore d’opzione e il valore di esistenza, che si aggiungono alle tradizionali componenti di valore, associate all’uso delle risorse naturali.

Il Valore Economico Totale (VET) di una risorsa naturale sarà allora dato da:

Valore d’uso (diretto e indiretto)+Valore di opzione+Valore di esistenza


Occorre innanzitutto distinguere fra valore d’uso diretto e valore d’uso indiretto.

Il valore d’uso diretto deriva dalla fruizione dei servizi materiali e immateriali direttamente forniti dalle risorse naturali, come input produttivi (materie prime), come servizi percettivo-fruitivi (turismo, escursionismo, pesca, osservazione e analisi scientifica, ecc.) e come servizi di sostegno alla vita e agli equilibri naturali (funzioni ecologiche, ad es. una foresta su un pendio montano contrasta l’erosione del suolo). Possiamo subito notare che non tutta questa componente di valore delle risorse ambientali è valutabile attraverso mercati reali (vendita del legname, prezzo del biglietto di accesso a un parco, ecc.). Una parte del valore di questa componente può essere rilevata solo per approssimazione di mercati reali utilizzando le metodologie che descriveremo.

Il valore d’uso indiretto dell’ambiente è il valore dei servizi indiretti forniti dalle risorse ambientali. Le risorse ambientali consentono, infatti, di realizzare e consumare beni e servizi che costituiscono una “rappresentazione” dell’ambiente: la fotografia di un paesaggio, l’ambientazione di un film, un documentario naturalistico, una poesia ispirata da un panorama, ecc.. Il degrado di un paesaggio fa venir meno tali possibilità e, quindi, vi può essere una componente di danno ambientale dovuta alla preclusione di tali opportunità (disponibilità a pagare perché il bene-ambiente continui a erogare questi servizi indiretti).

Il valore di opzione è un’espressione della disponibilità a pagare oggi per la conservazione di una certa risorsa ambientale per mantenere, in futuro, le opzioni circa l’uso della risorsa da parte dell’individuo stesso o di altri. Esso diventa rilevante quando, tipicamente per le risorse ambientali, vi è il timore che un ecosistema subisca danni che possano restringere le alternative d’uso in futuro e, quindi, vi è una disponibilità a pagare per la sua protezione al fine di mantenere intatta la gamma di opzioni relative all’uso futuro del bene. Un valore di opzione emerge anche in situazioni di incertezza sui costi/benefici di una decisione d’uso attuale: nell’incertezza, ci può essere una disponibilità a pagare per rimandare la decisione d’uso della risorsa ambientale (il valore del non fare nulla oggi) in attesa che il quadro conoscitivo si chiarisca. In esso rientra quindi anche il valore attribuito al mantenimento delle funzioni ecologiche che oggi sono ritenute necessarie per le generazioni future (equilibrio termico dell’atmosfera, assorbimento radiazioni solari, ecc.), e ciò nella misura in cui il venir meno di una di tali funzioni restringerebbe le opzioni d’uso in futuro.

Vi è inoltre una componente di valore che è intrinseca alle risorse ambientali: il valore di esistenza, che esprime la disponibilità a pagare per garantire la sopravvivenza di ecosistemi e di specie animali indipendentemente dall’uso reale o potenziale che l’essere umano può farne (o dal rapporto che si può intrattenere con tali forme biologiche). Si tratta, quindi, di un valore altruistico e non egoistico. Il valore di esistenza dipende dalle caratteristiche specifiche delle risorse considerate, in particolare sarà correlato alla loro insostituibilità e fragilità.

Si può affermare che l’incidenza del valore di esistenza nel VET sia tanto maggiore quanto maggiori sono l’"unicità" della risorsa ambientale e l’orientamento altruistico della popolazione su cui è rilevato il valore della risorsa. Paesi più ricchi e con una maggiore coscienza ambientale tenderanno ad esprimere un valore di esistenza e un VET superiore rispetto ai paesi più poveri del globo (per i quali inciderà maggiormente il valore d’uso della risorsa ambientale).

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© 2006 - Andrea Molocchi