I trasporti terrestri

I costi esterni dei trasporti in Italia ammontano ogni anno a decine di migliaia di milioni di euro. Si tratta di una somma enorme, che purtroppo corrisponde ad un complesso di effetti negativi a noi cittadini spesso ben noti: le perdite di tempo e le altre conseguenze sui rapporti sociali della congestione del traffico, gli effetti traumatici e drammatici degli incidenti stradali, gli effetti per la salute –dagli esiti non meno drammatici seppur talvolta latenti- causati dall'inquinamento atmosferico, il disagio e gli effetti sanitari del rumore, i danni legati ai cambiamenti climatici di origine antropica, che sono oggi al centro dell'attenzione della comunità scientifica internazionale. I costi esterni dei trasporti non sono necessariamente dovuti ai mezzi di trasporto. Si possono distinguere quattro tipi di costi esterni dei trasporti:
  • esternalità derivanti dalla costruzione delle infrastrutture per il funzionamento dei mezzi di trasporto (aeroporti, linee e stazioni ferroviarie, strade e autostrade); tipicamente sono date dagli impatti paesaggistici sul turismo e sulla popolazione locale, dagli impatti dei lavori in fase di costruzione, dai costi esterni della produzione dei materiali dell’infrastruttura (cemento, metalli ferrosi e non ferrosi, etc.), dai costi degli espropri non adeguatamente compensati;
  • esternalità derivanti dalla cattiva gestione delle infrastrutture e dei servizi connessi (cattiva manutenzione con formazione di buche nel manto stradale, insufficiente numero di caselli aperti con conseguente formazione di code, etc.);
  • esternalità derivanti dalla produzione dei veicoli e dal loro smaltimento mediante modalità diverse dal recupero e riciclaggio (esternalità tipicamente industriali, generalmente minimizzate in quanto soggette ad una legislazione molto stringente);
  • esternalità derivanti dall’esercizio dei mezzi di trasporto (mobilità), comprese quelle associate al ciclo di vita dei prodotti ausiliari necessari per l’esercizio (ad es. carburanti, oli, batterie, etc.).Visualizza tabella
La categoria più studiata in letteratura -e presumibilmente anche la più importante in termini di esternalità- è quest’ultima.

Come evidenziato dagli studi di impatto ambientale per le opere di nuova realizzazione, anche la fase di costruzione delle infrastrutture può essere causa di ingenti esternalità, ma al momento esse sono state poco studiate. Ciò richiederebbe l’applicazione della metodologia dei sentieri d’impatto ai principali settori di analisi degli studi d’impatto ambientale e la successiva valutazione monetaria degli effetti finali.

Nel campo dei trasporti vanno segnalati gli studi dell’associazione Amici della Terra, ormai giunti al Quinto Rapporto:
  • “I costi ambientali e sociali della mobilità in Italia” – FrancoAngeli Editore – Milano, 1998. Anno di riferimento per il calcolo dei costi esterni: 1995.
  • “I costi ambientali e sociali della mobilità in Italia – Secondo Rapporto di sintesi”, 1999. Anno di riferimento per il calcolo dei costi esterni: 1997.
  • “Produzione esercizio e smaltimento dei mezzi di trasporto: i costi ambientali e sociali” – Terzo Rapporto - FrancoAngeli Editore – Milano, 2000. Anno di riferimento per il calcolo dei costi esterni: 1997.
  • “I costi ambientali e sociali della mobilità in Italia – Quarto Rapporto”, 2001. Anno di riferimento per il calcolo dei costi esterni: 1999.
  • “I costi ambientali e sociali della mobilità in Italia – Quinto Rapporto”, 2006. Anno di riferimento per il calcolo dei costi esterni: 2003.


© 2006 - Andrea Molocchi