L’energia e le fonti rinnovabili

Le esternalità associate ai processi energetici (alimentati sia con combustibili fossili che con fonti rinnovabili) sono state analizzate ad un certo livello di dettaglio nell’ambito del programma di ricerca ExternE (1992-1998) e successivamente di altri progetti comunitari, molti dei quali ancora in corso, riferiti a specifici aspetti (NewExt, Heart, etc.).

La generazione di elettricità da combustibili fossili comporta esternalità prevalentemente associate alle emissioni di gas ad effetto serra (responsabili dei cambiamenti climatici a livello globale) e alle emissioni di inquinanti nocivi per la salute (con effetti distribuiti nel contesto locale e regionale). Mentre la valutazione dei danni dei gas serra presenta rilevanti fattori di incertezza (sostanzialmente, ma non solo, associati alle difficoltà di previsione degli effetti dei cambiamenti climatici su specifiche porzioni territoriali), la valutazione dei danni delle emissioni inquinanti presente un maggior grado di affidabilità. In quest’ambito, i costi esterni quantificati da ExternE consistono prevalentemente di danni sanitari (patologie cardio-vascolari, polmonari, tumorali e sintomatologie minori), e in misura minore di danni all’agricoltura e ai materiali degli edifici. I danni agli ecosistemi dovuti all’acidificazione non sono invece stati quantificati in termini monetari.

Anche se le emissioni delle centrali termoelettriche sono all’origine dei costi esterni, il livello di questi ultimi dipende anche da alcuni fattori di contesto: la direzione e intensità dei venti, la numerosità e localizzazione della popolazione esposta all’inquinamento (non solo negli immediati dintorni, ma anche su scala regionale), e la disponibilità a pagare della popolazione esposta per evitare il rischio sanitario associato alle emissioni inquinanti. Il caso studio italiano di ExternE riguardante la valutazione dei costi esterni delle emissioni inquinanti della produzione termoelettrica (ExternE National Implementation, 1997) ha portato ad una stima dell’1,3% del PIL. Se ad essi si sommassero i costi esterni delle emissioni di CO2 associate alla produzione termoelettrica nazionale (0,3% del PIL, adottando il costo esterno medio di ExternE pari a circa 20 euro/tonn.), si otterrebbe una percentuale pari all’1,6% del PIL.

I costi esterni della generazione elettrica non sono esclusivi dell’uso di combustibili fossili. Anche le tecnologie che impiegano fonti rinnovabili possono generare costi esterni, talvolta con valori non trascurabili.

I costi esterni delle fonti rinnovabili sono associati soprattutto al rumore, agli effetti naturalistici (ad esempio gli effetti sull’avifauna dovuti alla rotazione delle pale eoliche) e a quelli di tipo paesaggistico. Nel caso delle biomasse, vi possono essere effetti sanitari non trascurabili associati alle emissioni di sostanze inquinanti nocive per la salute. Il programma ExternE (1998) non ha valutato in termini economici né gli effetti naturalistici, né quelli paesaggistici, per cui i risultati di costo esterno delle varie categorie di fonti rinnovabili sono generalmente bassi, in quanto sottostimati. Si suppone che l’applicazione di idonee tecniche di valutazione economica, capaci di valutare la disponibilità a pagare per evitare questo tipo di rischi, possa comportare la stima di esternalità non trascurabili, il cui livello è fortemente dipendente dalla disponibilità a pagare della popolazione. Si tenga conto che vi può essere una disponibilità a pagare per evitare questo tipo di effetti anche da parte di individui non direttamente esposti o non fruitori delle risorse paesaggistiche e naturali minacciate.

© 2006 - Andrea Molocchi